Comunicati Stampa

COMUNICATO STAMPA

AL TEATRO GIOVANNI XXIII DI SOTTO IL MONTE

Medesima origine, Medesimi destini

VIAGGIO IN ITALIA. LA NON SCELTA DI CHI FUGGE:

DIALOGO CON L’ALTO COMMISSARIO ONU PER I RIFUGIATI, FILIPPO GRANDI

LA CONFERENZA INAUGURA LA 1° STAGIONE DEL TEATRO DEDICATO AL

“PAPA BUONO”: IN PROGRAMMA 14 SPETTACOLI ISPIRATI AI GRANDI TEMI DELLA CONTEMPORANEITÀ.

Sabato 12 ottobre, ore 17.30

Sotto il Monte, Teatro Giovanni XXIII

Sotto il Monte, Bergamo, 8 ottobre – «Un atto della più alta importanza compiuto dalle Nazioni Unite». Così Papa Giovanni XXIII definì la Dichiarazione Universale dei diritti umani del 1948. Ed è così, attraverso un richiamo alla pace e all’uguaglianza, che il nuovo Teatro Giovanni XXIII di Sotto il Monte sceglie di dare avvio alla sua prima stagione. Si alza il sipario, sabato 12 ottobre alle ore 17.30, con la conferenza «Medesima origine, Medesimi destini»: una riflessione sui diritti umani che vedrà dialogare l’Alto Commissario ONU per i Rifugiati, Filippo Grandi, il direttore della Caritas Diocesana di Bergamo, don Roberto Trussardi, con la moderazione del direttore de L’Eco di Bergamo, Alberto Ceresoli. Con loro, l’attore Mario Spallino che interpreterà un passaggio tratto da «Viaggio Italiano» di Emergency Ong Onlus.

IL CONVEGNO – Il tema dei rifugiati si inserisce coerentemente nella mission del teatro, inaugurato lo scorso mese di giugno, dopo circa 2 anni di lavori iniziati per volere di mons. Claudio Dolcini e realizzati con il contributo di Fondazione Cariplo, con l’obiettivo di creare uno spazio aperto in cui confrontarsi oltre ogni diffidenza e differenza. Un luogo di ritrovo in cui condividere pensieri e riflessioni attraverso mostre, spettacoli, rassegne, convegni, seguendo gli insegnamenti di Papa Giovanni XXIII, grande amico dei popoli e straordinario pacificatore.

«Abbiamo scelto di inaugurare la prima stagione del Teatro Giovanni XXIII meditando su un tema di straordinaria attualità: i rifugiati. Coloro che, colpiti da guerre e da carestie, sono costretti ad abbandonare la propria terra d’origine senza potervi più fare ritorno. Donne, uomini e bambini che troppo spesso, oggi, sono vittime di cattiveria e indifferenza. Una spirale negativa che occorre contrastare con decisione, facendo prevalere le ragioni della solidarietà e lo spirito del dialogo, proprio come avrebbe voluto Papa Giovanni XXIII» - commenta Mons. Claudio Dolcini.

«I rifugiati nel mondo sono circa 71 milioni: non fuggono per scelta, ma per mancanza di scelta. Le loro pene, inimmaginabili per chi non le vive in prima persona, non possono più essere ignorate. Tocca a noi dare risposte strategiche, coerenti e collettive. Tocca a noi difendere gli strumenti di protezione umanitaria che abbiamo costruito negli anni, assicurando a loro e a tutte le comunità del mondo, un futuro diverso, con più dignità e pace» - anticipaFilippo Grandi, Alto Commissario ONU per i Rifugiati.

Sul tema inviterà a riflettere anche l’attore Mario Spallino con il monologo tratto da «Viaggio Italiano»: un pellegrinaggio da Bari a Venezia per conoscere da vicino il dramma dei migranti, invisibili e senza diritti. Una realtà amara di cui Emergency Ong Onlus si fa testimone diretto, condividendo con il pubblico i drammi quotidiani di intere popolazioni, con l’obiettivo di denunciare l’inadeguatezza di certi stereotipi e l’assoluto bisogno di intelligenza e umanità.

LA STAGIONE – Impegno, responsabilità, azione. La prima stagione del Teatro Giovanni XXIII si muove all’insegna della contemporaneità, dalla salvaguardia ambientale al bisogno di amore e perdono. L’atto primo sarà il 23 novembre alle h. 20.30 con «Across the Universe»: parole, immagini, scatole sonore e musiche originali, per viaggiare nel cosmo con la produzione di Progetti e Regie; si prosegue il 7 dicembre con «Secondo Orfea, quando l’amore fa miracoli» di Margherita Antonelli (h. 20.30); ancora, il 15 febbraio sarà la volta della grande commedia «Arlechì, servitore di due padroni» di Carlo Goldoni e la produzione de La Gilda delle Arti (h. 20.30); a seguire, il 14 marzo «Etty Hillesum. Poesia tra le baracche», Produzione Teatro Minimo (h. 20.30) e, gran finale, in occasione della Festa della Liberazione, il 25 aprile «Voci del verbo scegliere», una storia inedita di amicizia, tradimento e perdono scritta e diretta da Umberto Zanoletti di Teatro Minimo, in anteprima assoluta allo spazio eventi di Sotto il Monte (h. 20.30).

Il Teatro ospiterà anche due appuntamenti per bambini e famiglie: il 13 dicembre, «La notte dei Doni» (h. 20.45), e il 2 febbraio, «Il paese dei quadrati magici» (h.15.30).

Il 21 dicembre, l’11 gennaio e il 9 maggio spazio invece a momenti musicali, rispettivamente con: il Concerto di Natale delle Corali di Sotto il Monte e Botta, il Coro Divertimento Vocale, direttamente da Italia’s Got Talent, e la Banda Legrenzi di Clusone con il celebre clarinetto di Gianluigi Trovesi (tutti alle h. 20.30).

Infine, largo alla commedia bergamasca con il 19 Ottobre «Tal e Qual» de I Balores di Sotto il Monte; il 26 ottobre, «L’Anetì di bèi risulì» de I Balòs di Carvico, il 2 novembre «Una domenica… in famiglia», con Padre Cesare Albisetti di Terno d’Isola e il 9 novembre «Töt… per ü pér de sàcoi!» de La Meridiana di Mapello (h. 20.30).

IL PREMIO - A soli quattro mesi dalla sua inaugurazione, lo scorso 21 settembre, il teatro ha già ricevuto il Premio Internazionale di architettura Dedalo Minosse: riconoscimento biennale promosso da ALA - Assoarchitetti e dalla Regione del Veneto che promuove la qualità dell'architettura, analizzando e ponendo l'accento sul processo progettuale e costruttivo e sulle figure che determinano il successo dell'opera, l'architetto e il committente, con al loro fianco gli esecutori (le imprese) e i decisori (le pubbliche amministrazioni). I progetti di PBeB-Paolo Belloni Architetti per la riqualificazione dei luoghi di culto dedicati alla figura di Giovanni XXIII a Sotto il Monte (La casa del Pellegrino, Il Giardino della Pace, La Cripta Oboedientia et Pax e il Nuovo Spazio Eventi), commissionati dalla Parrocchia di San Giovanni di Sotto il Monte, sono tra i vincitori dell’11° edizione del Premio. Tali progetti hanno ricevuto una delle nove menzioni speciali che la Giuria composta da 15 illustri esponenti della cultura architettonica contemporanea ha deciso di assegnare nel quadro di circa 500 progetti candidati. Il riconoscimento sottolinea l’attenzione riservata al valore della qualità architettonica e artistica da parte della Parrocchia di San Giovanni, nella figura di Mons. Claudio Dolcini, con il supporto della Diocesi e dei componenti dei gruppi di lavoro che hanno reso possibile la realizzazione delle opere premiate.

LA SETTIMANA GIOVANNEA - L’iniziativa rientra nella Settimana Giovannea in programma dal 7 al12 ottobre 2019. "Si alimenti il sentimento della fraternità fra quanti hanno una medesima origine e sono chiamati ai medesimi destini" così dichiara Papa Giovanni XXIII al radiomessaggio natalizio del 1959.

Ricordando le sue parole il Santuario, a lui dedicato, di Sotto il Monte vuole celebrare l’11 ottobre, data in cui nel 1962 Papa Giovanni XXIII aprì uffcialmente il Concilio Ecumenico Vaticano II ed oggi data della festa di San Giovanni XXIII nel suo Santuario, a cui sono legati tantissimi devoti, che tutto l’anno frequentano questo luogo di pace e spiritualità. Quest’anno per tale ricorrenza si vuole quindi sottolineare l’attenzione ai lontani, a coloro che soffrono e particolarmente ai migranti. Per questo a conclusione della Settimana Giovannea c’è la presenza dell’Alto Commissario ONU per i Rifugiati, Filippo Grandi, che con la sua conferenza inaugurerà, il 12 ottobre, tra l’altro, la prima stagione del nuovissimo teatro Giovanni XXIII.  Inoltre la presenza nelle celebrazioni della settimana di don Davide Rota, Superiore del Patronato San Vincenzo di Bergamo, cerca di legare la dimensione di Papa Roncalli agli ultimi e ai poveri con ciò che lui vive nella realtà attuale del Patronato.

Filippo Grandi - Il 1 gennaio 2016 Filippo Grandi è diventato l’undicesimo Alto Commissario delle Nazioni Unite per i Rifugiati. È il primo italiano a ricoprire questo ruolo. Grandi è stato eletto dall’Assemblea Generale delle Nazioni Unite con un mandato di cinque anni, fino al 31 dicembre 2020. Come Alto Commissario, è a capo della principale agenzia umanitaria delle Nazioni Unite che fornisce protezione e assistenza a milioni di rifugiati, sfollati interni e apolidi e che per due volte ha vinto il Premio Nobel per la Pace. Sono 16.803 gli operatori dell’Agenzia dislocati in 134 paesi, di cui quasi l’90% è impegnato in operazioni sul campo, nelle emergenze umanitarie e in prossimità di zone di conflitto, luoghi di lavoro spesso difficili e pericolosi. Prima di essere eletto, Grandi ha lavorato nella cooperazione internazionale per più di 30 anni, 27 dei quali come funzionario delle Nazioni Unite, in particolare nel settore dell’asilo e dell’assistenza umanitaria. Dal 2010 al 2014 è stato a capo dell’Agenzia delle Nazioni Unite per il Soccorso e l’Occupazione dei Rifugiati Palestinesi nel Vicino Oriente (UNRWA), dopo esserne stato il Vice Commissario Generale a partire dal 2005. All’interno dell’UNRWA ha affrontato crisi difficili come la guerra in Libano nel 2006, il conflitto a Gaza nel 2009 e la guerra civile in Siria. Prima di questi incarichi, Grandi è stato ViceRappresentante Speciale del Segretario delle Nazioni Unite in Afghanistan, a seguito di una lunga carriera all’interno delle Nazioni Unite. Dal 1988 al 2004 ha lavorato proprio nell’UNHCR presso il quartier generale dell’organizzazione a Ginevra e in Africa, Asia, Medio Oriente, in contesti difficili tra cui il Sudan, l’Iraq durante e dopo la prima guerra del Golfo, la zona dei Grandi Laghi in Africa Centrale e la Siria. Nato a Milano nel 1957, ha conseguito una laurea in storia moderna presso l’Università degli Studi di Milano, una laurea in filosofia presso l’Università Gregoriana di Roma, e un dottorato onorario presso l’Università di Coventry. Nel 2017 ha pubblicato Rifugi e ritorni. Storie del mio lungo viaggio tra rifugiati, filantropi e assassini (Mondadori).

UFFICIO STAMPA Santuario Papa Giovanni Sotto il Monte

Claudia Rota
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Lucia Masserini

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